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Iter chirurgico

Gli interventi chirurgici, possono essere effettuati solo se autorizzati dal tribunale civile della propria città di residenza, giacchè prevedono l’asportazione degli organi riproduttivi, di conseguenza tale operazione interviene in maniera radicale e irreversibile sugli organi genitali, interni ed esterni.
L’iter legale valuta, quanto gli interventi per la riattribuzione di sesso, contribuiscono al miglioramento delle condizioni di vita degli individui affetti da disturbi d’identità di genere.

Iter chirurgico Maschio Femmina (MtF)

Mammoplastica additiva

La mammoplastica additiva è un intervento che prevede l’introduzione di una protesi di silicone per mezzo di una incisione posta nella piega sottomammaria o nella zona ascellare o in quella periareorale, tutti punti dove la cicatrice, di 3 o 4 centrimetri, si nota meno.Si tratta di un intervento poco doloroso, abbastanza semplice e veloce, infatti richiede uno o due giorni di ricovero ed è effettuato in anestesia generale. I punti vengono tolti dopo sette o otto giorni dall’intervento. Il risultato estetico di tale operazione è ottimo, l’unica evidenza consiste in una piccola cicatrice quasi invisibile.

Complicanze:

L’inconveniente più frequente che si presenta, consiste nella formazione, intorno alla protesi, di una capsula fibrosa che nei casi più gravi comporta un reintervento. Altri inconvenienti, molto rari, sono: Infezione, ematoma, dislocazione della protesi. In tutti questi casi è necessario intervenire chirurgicamente.

Vaginoplastica

L’intervento di vaginoplastica si divide in due parti:
a) fase demolitivi, cio? l’asportazione degli organi genitali originari, e b) fase ricostruttiva in cui la pelle del pene viene introflessa a “dito di guanto” per foderare una neo-cavit? ricavata tra retto e vescica. Infine si modella la vulva, le grandi e piccole labbra e il monte di venere per avvicinarsi il più possibile all’organo femminile. L’intervento di vaginoplastica dura circa quattro o cinque ore con una degenza media di dieci o quindici giorni a secondo dei casi. I rapporti sessuali possono essere ripresi dopo due mesi dall’operazione, nel 80% dei casi permettono il raggiungimento dell’orgasmo.

Complicanze

Raramente si presentano complicanze gravi, tipo la lesione del retto o della vescica con conseguente formazione di fistole, in questo caso bisogna intervenire chirurgicamente.Complicanze meno gravi sono l’ematoma, il seriosa l’infezione, la suppurazione, che si risolvono con opportune medicazioni.

Iter chirurgico Femmina Maschio (FtM)

Adenectomia sottocutanea

Consiste nell’asportazione chirurgica della ghiandola mammaria e della cute eccedente, e nella riduzione dell’areola e del volume del capezzolo. La tecnica chirurgica usata in questo caso è quella periareolare,che determina un arricciamento della pelle eccedente intorno alla cicatrice periareolare che, spesso, tende a ritirarsi spontaneamente. A volte bisogna sottoporsi ad un intervento per migliorare l’aspetto estetico dell areola. L’intervento richiede tre giorni di ricovero e non è doloroso. Il secondo intervento si fa in anestesia locale in regime ambulatoriale.

Mammoplastica riduttiva

Consiste nell’asportazione chirurgica della ghiandola mammaria, e della cute in eccedenza, asportando inizialmente la quantità maggiore di pelle, lasciando delle cicatrici abbastanza evidenti. L’intervento richiede quattro giorni di ricovero.

Complicanze

Non sono frequenti, comunque possono verificarsi: ematomi, sieromi, infezioni o necrosi, in questo caso bisogna fare un secondo intervento di ricostruzione.

Istero- annessectomia

Con un unico intervento chirurgico si asportano utero ed ovaie.

Complicanze

Le infezioni, gli ematomi le suppurazioni non sono frequenti raramente si presentano gravi complicazioni, in genere all’apparato urinario, a carico di vescica o uretra.

Falloplastiche

Il primo tipo d’intervento prevede l’impiego di un lembo tubulato dell’avambraccio che viene trapiantato nella regione inguinale. L’operazione di microchirurgia dura dalle otto alle dodici ore, il ricovero varia dai quindici ai trenta giorni. La sensibilità erogena presente nel clitoride, viene mantenuta, lasciandolo intatto alla base del neofallo. Il secondo tipo di intervento prevede una nuova tecnica di> recupero area donatrice, attraverso un espansore addominale, si elasticizzano i tessuti che vengono in seguito usati per costruire il neofallo.Dopo viene effettuato il collegamento alla neouretra, sconsigliato per i problemi che comporta. L’operazione dura dalle otto alle dodici ore, il ricovero è di venti giorni.

Complicanze

L’intervento di falloplastica è particolarmente complesso, pu comportare necrosi totale dell’organo costruito. Meno gravi sono i casi in cui la necrosi è locale, o la presenza di sierosi o ematomi.

Scrotoplastica

E’ un intervento semplice che prevede l’introduzione di due protesi testicolari, in genere all’interno di cavità ricavate dentro i tessuti delle grandi labbra. L’intervento ? breve, il ricovero dura cinque giorni.

Complicanze

Si possono verificare infezioni ed ematomi, in questi casi siasportano le protesi per poi reintrodurle in un secondo tempo.



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